Georgia Guidestones: La Stonehenge degli...
Il Georgia Guidestones è uno dei più strani monumenti mai eretti nell’area di Elberton Granite, non solo per via delle imponenti misure, ma per le circostanze dietro l’origine e la costruzione di quest’opera, tanto da aver generato numerose speculazioni.
Tutto cominciò un giorno di giugno…
Dopo aver ascoltato tutti i particolari, Fendley fece un preventivo al signor Christian, il quale puntualizzò che “rappresentava
un piccolo gruppo di devoti cittadini americani che credevano in Dio,
la cui intenzione era quella di lasciare un messaggio per le generazioni
future”.
Quello stesso giorno, lo sconosciuto visitò gli uffici della Granite City Bank, illustrando la sua idea al presidente, Wyatt C. Martin,
al quale tra l’altro rivelò il suo vero nome: Robert C. Christian,
infatti, era solo uno pseudonimo scelto in quanto fervente Cristiano.
Nel corso della sua seconda visita,
Robert Christian volle studiare il sito ideale per il suo monumento.
L’intenzione iniziale era quella di erigerlo in un’area isolata, lontana
dalla città come Hancock County, sempre in Georgia. La scelta di questo
stato fu dovuta principalmente a tre ragioni: la qualità eccellente del
granito, il clima mite che avrebbe favorito la conservazione della
struttura, ma soprattutto perché la bisnonna di Christian era originaria
della Georgia.
Tuttavia Martin gli suggerì di
progettare l’opera nella zona di Elberton, sia per via dei costi più
ridotti, sia perché l’area era ritenuta dagli Indiani “il centro del mondo”.
Al termine di vari studi e ricerche, il
sito ideale venne localizzato a otto miglia a nord di Elberton, su un
rilievo poco distante dalla Hartwell Highway, nel terreno di proprietà
di Mildred e Wayne Mullenix. A questo punto non restava che dare inizio
ai lavori.
A guidare il team di operai specializzati venne scelto Joe Davis,
la cui esperienza di oltre quarant’anni nell’industria del granito, era
garanzia di qualità. In pensione dal 1974, Davis accettò l’incarico di
supervisore di quello che venne considerata “un’impresa quasi impossibile”. Fu proprio lui a ricordare che occorsero diverse settimane per estrarre ciascun masso di granito grigio blu.
A Charlie Clamp venne invece affidato il compito di incidere più di 4,000 caratteri sulle lastre. Più bizzarro è il suo ricordo di quei giorni di lavoro: l’uomo infatti riferì di aver udito strane voci e una musica misteriosa…
Dopo nove mesi di lavori, il 22 Marzo del 1980 venne inaugurato il Georgia Guidestones, alla presenza di più di 100 persone, ma altre fonti riportano 400.
La struttura
Ma non sono questi accorgimenti a rendere il monumento speciale, quanto il suo messaggio composto da dieci regole, o “consigli”, incise in otto lingue moderne (inglese, spagnolo, ebraico, arabo, cinese, russo, swahili, hindi) sui quattro lastroni verticali.
Sulla pietra di copertura si legge un messaggio, più breve, scritto in quattro lingue antiche – greco antico, babilonese, sanscrito e geroglifici egiziani –, una sorta di monito:
“Let these be guidestones to an Age of Reason”
“Lascia che queste pietre-guida conducano a un'Era della Ragione"
“Lascia che queste pietre-guida conducano a un'Era della Ragione"
Ritornando per un momento alla genesi
del monumento, Robert C. Christian raccontò a Martin che nel corso dei
suo i viaggi in Europa rimase impressionato dal complesso monolitico di Stonehenge.
Ma, per quanto suscitasse curiosità, non trasmetteva alcun messaggio
guida: al contrario Christian e il gruppo di cui era il portavoce
riteneva che il loro messaggio dovesse perdurare nel tempo,
trasmettendosi di generazione in generazione.
THE GEORGIA GUIDESTONES
CENTER CLUSTER ERECTED MARCH 22 1980
CENTER CLUSTER ERECTED MARCH 22 1980
e più in basso
LET THESE BE
GUIDESTONES
TO AN AGE
OF REASON
GUIDESTONES
TO AN AGE
OF REASON
Sulla tavola si parla anche di una capsula del tempo
sepolta a circa 1,8 metri sottoterra, però non sono indicate né la data
di sotterramento né quella di apertura. Sarà stata davvero interrata
una capsula del tempo?
Tuttavia l’aspetto che suscita più stupore sono i Dieci comandamenti o linee guida elencate in otto lingue su ciascuna facciata delle quattro lastre verticali, che recitano:
2. Controllate la riproduzione in modo saggio, migliorando l’efficienza e la diversità della specie.
3. Unite l’umanità con una nuova lingua viva.
4. Dominate passione, fede, tradizione, e tutte le cose con ragione temperata.
5. Proteggete tutte le persone e le nazioni con leggi eque e corti giuste.
6. Lasciate il governo interno alle nazioni, e le dispute internazionali a una corte mondiale.
7. Evitate leggi futili e funzionari inutili.
8. Mantenete i diritti personali in equilibrio con doveri sociali.
9. Apprezzate la verità, la bellezza, l’amore, cercando armonia con l’infinito.
10. Non siate un cancro sulla Terra, lasciate spazio alla natura, lasciate spazio alla natura.
Questa alternativa ai Dieci comandamenti
ha suscitato un gran numero di dibattiti e teorie: alcuni asseriscono
che il monumento sia opera di uno stravagante ambientalista, altri che sia il frutto del lavoro di forze oscure e malvagie, altri ancora attribuiscono la paternità dell'opera agli Illuminati.
Un’ulteriore tesi sostiene che il monumento non sia altro che una
trovata della città di Elberton, famosa per la produzione di granito,
per farsi pubblicità.
Anche l’identità di Robert C. Christian
non venne mai stata svelata e anche qui le teorie sono varie: alcuni
ritengono che lo sconosciuto fosse un ricco petroliere texano, altri che
appartenesse all’ordine segreto dei Rosacroce, fondato dall’esoterista tedesco Christian Rosenkreuz nel XV secolo.
Ma la vera identità dell’uomo misterioso
(almeno per ora…) rimarrà sconosciuta visto che, al termine del
progetto, tutto il materiale venne distrutto. E forse questo è uno degli aspetti che vanno ad arricchire il fascino del Georgia Guidestones.
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