Galvano era già là,
appoggiato ad una quercia, da un tempo che non sapevo calcolare.
Pareva tutt'uno con la natura, che lo avvolgeva come un manto invisibile.
Lo raggiunsi,lasciando il mio fedele compagno di tre lunghi anni di guerra legato ad un cespuglio di more.
Lo osservai, mentre sonnecchiava masticando un filo d'erba di lago......
La sua aura trasudava uno strano connubio di serenità,misticismo ed innocenza....Che non gli impedivano allo stesso tempo d'essere ugualmente messaggero spietato di morte nella battaglia.....
Solo ieri, stremati,avevamo domato ancora una volta gli invasori,dopo giorni di combattimenti densi di orrore e lamenti,acciaio e sangue,rumori di cavalleria al galoppo e scudi accartocciati.......
Eppure era lì.
Sembrava parlasse al cielo....Non sembrava neppure più umano.
Il vento pareva bisbigliare solo per lui,le libellule volteggiavano attorno al suo elmo,tra quei campi in fiore ancora una volta risparmiati dalla guerra che incombeva minacciosa ogni giorno di più........
"Mio signore"....Lo salutai poggiando il ginocchio a terra in segno di rispetto.
"I cigni sono rimasti.E' buon segno"
"Perchè?"Lo incalzai.....Volevo capire,scoprire l'origine remota di quella forza,di quella calma che avevano di lui già fatto leggenda.
"Si sentono al sicuro"Continuò.
"Sanno che finchè qualcuno li protegge e combatte per loro non avranno nulla da temere."
"Ma....Dovessimo perdere la prossima battaglia...."
"Meglio ancora". Sorrise egli distogliendo lo sguardo dall'orizzonte ormai infuocato.
"Perchè essi se ne andrebbero, portando le nostre anime liberate dal peso di questa vita via con loro".
E fu allora che capii.
Vidi nei suoi occhi l'Universo intero;vidi i suoi sogni,i suoi ricordi,il suo desiderio d'infinito e la suà voglia di libertà .
Non vi era paura nel suo sguardo:sapeva che prima o poi sarebbe morto,forse di spada o di lancia.....
Ma aveva mantenuto il giuramento:
aveva vissuto con onore
felice
da uomo libero
Ed era sicuro che questa che a me pareva una vita di fatiche,dolori,lacrime e sangue,
non fosse altro che un battito d'ali
dei suoi splendidi cigni......
Lo lasciai lì,immerso nei suoi pensieri,imprimendo nella mente l'immagine del luogo e dell'uomo che sapevo non avrei più rivisti.
Ripartii subito per raggiungere la mia compagnia oltre il fiume,grato per quell'incontro,che aveva segnato irrimediabilmente la mia vita
Come lui,adesso non avevo più paura
Come lui,aspettavo anche io quel battito d'ali
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