domenica 6 febbraio 2011

jarre

Corre l'anno 1984.
I miei vanno a cena da Bob,cugino di mio babbo, e ci portano con loro.
Faccio conoscenza con il figlio di Roberto,Alessandro,che frequenta già il liceo
Ha uno stereo a componenti separati della technics fotonico,con piastra con il dolby c,unità echo e delay.....
io guardo tutti quei led,vu meters e lucine accendersi e spagnersi......
Rimango incantato
Ci fa ascoltare musica strana,che sembra venire da un'altra dimensione,di un artista francese mago dei sintetizzatori,misconosciuto in italia
Promette di farmi una cassetta con i pezzi secondo lui migliori
Sono fottuto
Alessandro ed Alberto,un altro amico d'infanzia,più grandi di me di tre e due anni rispettivamente,hanno segnato i miei gusti musicali di quel periodo.
Alex in particolare,ora ricercatore al CERN di ginevra (si,proprio l'esperimento dell'LHC.....),mi trasmette la mania dei sintetizzatori e di jean michel jarre,degli stereo a componenti marca technics e della ricerca del suono perfetto.
Jarre rappresenta la sintesi dei miei anni musicali che vanno dall'84 ai primi anni'90
La musica era lo sfondo,il termine ultimo di paragone,lo scopo,eguagliato solo dalla ricerca dell'amore romantico con la A maiuscola
Avevo comprato il mio primo sintetizzatore,un roland alphaJ-UNO,un mixer teac a 4 canali e la mia prima batteria elettronica
Li avevo collegati al mio primo stereo technics,regalo della promozione dell'86-87
Mi sentivo uno sperimentatore,uno avanti anni luce rispetto agli altri
L'obiettivo era cercare di riprodurre i suoni usati da jarre il più fedelmente possibile con quello che avevamo
Alex era ovviamente avanti anni luce rispetto a me,
lui aveva già un yamaha dx7 e un super jx,oltre al suo super stereo......
Ma io me la cavavo
A quei tempi ci si poteva permettere di passare ore ed ore ascoltando musica,provando a pistolare con il synth e a cercare suoni spaziali,inventare,creare le prime sequenze di accordi per le nostre canzoni......
Jarre era il modello
Jarre era l'assenza del tempo,
il dilatarsi delle sensazioni che ti potevano avvolgere ed allontanare dalle paure,dalla timidezza.....
In particolare OXYGENE,anno 1976,è ancora per me IL disco
Lo metti su e lui attacca dalla prima nota con quel phaser incredibile e quei tappeti analogici
La parte 2 è il pezzo a cui sono più legato in assoluto;
lo metto nella mia assoluta top five di tutta la musica che mi piace,di più,
che per me ha senso
Lo mettevo su nei tramonti o in quei pomeriggi di maggio che non finiscono mai,
colonna sonora dello studio ma soprattutto di quei sogni che solo un adolescente può coltivare
Ancora oggi lo metto su e sono fottuto
Mi metto in poltrona e lascio che la mente vada dove vuole,tanto il suono di quei synth ti accompagna discreto,ampio,dilata la percezione e annulla l'ansia,la fretta,le preoccupazioni e le paure
meglio di qualsiasi droga credo,
economico e sicuro
E' come se mi parlasse in un certo senso di Dio,
perchè quella musica è al di là del tempo e dello spazio
Mi trasmette ancora,dopo 25 anni,quel momento di stasi che fa da contrappeso alla frenesia della giornata,ma più in generale della vita stessa,amplificando quel bisogno di staccarmi da tutto per guardare dentro e fuori di me.......
In questo momento preciso la parte 2 entra nel vivo,con il passaggio in minore
vado a sedermi un attimo in poltrona
casualmente
è proprio di fianco alla finestra
Sono le 17 e 32 del 6 febbraio.......

1 commento:

  1. l'intro di Oxygene II...
    nemmeno l'incubo di Saila Menta, o peggio ancora l'orribile sfumatura bassa (davanti e dietro) operata da Jarre stesso (a leggere le liner notes) nella raccolta, sono riusciti a distruggerci la magia di quell'incredibile momento musicale.
    quando ancora la musica "pop" era un messaggio, non un prodotto.

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